Piani di lavoro contemporanei

Pietra Naturale

IL MARMO

Il marmo è una roccia metamorfica originata dai calcari, ovvero dalla trasformazione di questi ultimi, in un processo chia-
mato, appunto, metamorfismo.
Il metamorfismo, che significa letteralmente “cambiamento di forma“, è causato da vari fattori, fra i quali i più importanti sono, senza dubbio, la temperatura e la pressione. La temperatura aumenta gradualmente con l’aumentare della profondità, in media dai 10 ai 30°C per ogni chilometro (gradiente geotermico), e parallelamente aumenta anche la pressione. Il processo metamorfico si innesca quando la roccia si viene a trovare in condizioni diverse da quella in cui si è formata: sostanzialmente devono essere mutate la pressione o la temperatura e questo può avvenire proprio per uno sprofondamento della roccia a profondità maggiore.
I processi di trasformazione delle rocce avvengono tutti in profondità, sotto i nostri piedi, e le rocce metamorfiche che possiamo vedere in superficie sono risalite solo grazie all’attività di agenti atmosferici o a movimenti della crosta terrestre. I marmi sono generati da un metamorfismo termico o di contatto, dovuto ad aumenti notevoli di temperatura (ad esempio a causa di un contatto diretto con magmi), che innescano la trasformazione dei calcari in marmi saccaroidi, ovvero costituiti da grossi cristalli. I marmi possono avere vari tipi di grana e contenere fino ad oltre il 99% di calcite. Spesso le venature indicano le impurità della composizione mentre il colore è determinato dalla presenza dei minerali accessori. I marmi apuani, bianchissimi, sono puri, cioè composti, quasi interamente, da calcite ed è questa la causa principale del colore bianco che li caratterizza.
Le vallate profonde e le pareti scoscese delle Apuane si sono formate a causa di una sedimentazione (soprattutto di calcari) avvenuta in ambiene marino, milioni di anni fa. Le pressioni esercitate da parte di altri depositi marini hanno determinato, a causa dell’innalzamento della temperatura, fenomeni metamorfici che hanno trasformato i calcari purissimi nei preziosi marmi bianchi di Carrara.

IL GRANITO

Nonostante sia usato frequentemente nell’edilizia, come il marmo, il granito è una cosa ben diversa: il marmo, infatti,
è una roccia metamorfica, mentre il granito è una roccia ignea (detta anche magmatica).
Le rocce ignee sono generate dal raffreddamento e dalla cristallizzazione di un magma fuso. Quando il magma arriva in superficie (subendo qui un brusco cambiamento di temperatura) dà origine a rocce effusive (come l’ossidiana), mentre quando si solidifica lentamente al di sotto della superficie terreste si trasforma in roccia intrusiva.
Le rocce intrusive si raffreddano lentamente e questo permette la graduale formazione di cristalli ben visibili, spesso anche di grossi granuli: in questo caso si parla di rocce granitoidi, che si raccolgono in profondità all’interno di grossi cumuli detti batoliti. Le rocce intrusive possono essere riportate in superficie grazie a fenomeni atmosferici che ne erodono la copertura oppure grazie a movimenti della crosta terrestre.
La differenza fra un granito e un’ossidiana, quindi, non sta nella composizione mineralogica ma solo nella diversità del processo di formazione.
I graniti sono le rocce intrusive più rappresentative; sono costituiti principalmente da minerali come il quarzo, l’ortoclasio (feldspato potassico), le miche, che ne determinano anche la particolare colorazione.
I graniti porfiroidi, per esempio, sono caratterizzati da grossi cristalli di ortoclasio (di colore bianco o grigiastro). Le straordinarie proprietà del granito, che vanno ben aldilà del semplice aspetto decorativo, ne hanno fatto un minerale molto utilizzato nell’antichità soprattutto nell’edilizia: gli Egiziani, per esempio, lo usavano frequentemente sia per la costruzione degli obelischi che per quella dei templi.

IL QUARZO

Le quarziti sono rocce metamorfiche che derivano da arenarie sottoposte ad altissime temperature e pressione dai movimenti tettonici. Hanno tipicamente un colore chiaro, piuttosto omogeneo e a grana media. La quarzite è un minerale decisamente resistente (durezza 7 della scala di Moss).
Nel linguaggio commerciale le quarziti vengono spesso assimilate ai graniti con cui condividono la composizione (entrambi hanno contenuto prevalente di silicati), le caratteristiche prestazionali e il modo con cui vengono lavorate. Possono infatti essere levigate, lucidate, sabbiate, spazzolate.

IL PORFIDO

Il porfido è una roccia vulcanica effusiva: le più diffuse sulla crosta terrestre sono ignimbriti riolitiche e riodacitiche. Il porfido, petrograficamente, è formato da una pasta vetrosa o microcristallina di fondo, che ne costituisce più del 65% nella quale sono immersi piccoli cristalli (dimensioni 2/4 mm) in percentuale variabile tra il 30/35%. I cristalli più abbondanti sono quelli di quarzo, tanto che nella roccia viene attribuita anche la denominazione di “porfido quarzifero”. Notevolmente inferiore è la presenza dei feldspati, esigua è quella delle miche.

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